Ringraziamenti al termine di Vi-Ve 2018

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Sono stati due giorni molto ricchi, sabato e domenica scorsi.

Sabato 9 giugno abbiamo provato un’iniziativa per noi nuova, una cosa a metà strada tra un rinfresco per l’anteprima della mostra I favolosi anni ‘20 e una festa popolare. Ne è uscita una serata in piazza che, in caso di replica, avrà qualche aspetto da riconsiderare, ma che è stata per molti versi sorprendente.
Sorprendente per la cornice, sempre stupenda, di piazza Flaminio e l’atmosfera anni ’20, davvero affascinante. Sorprendente per il clima, piacevolissimo, per la partecipazione di tantissima gente, per quell’impressione di vita e quel senso di quartiere, per quella riuscita suggestione che ha fatto tornare a casa tutti contenti, crediamo, e consapevoli di aver appena vissuto una splendida serata.

Sarà insomma un momento che ci ricorderemo tutti volentieri, ne siamo sicuri. E che sia stato il nostro quartiere a regalarci questo scampolo di magia non è cosa banale, anzi questa sintonia e questa gioia nel e per il posto in cui viviamo sono esperienze preziose, per quanto fugaci siano, doppiamente speciali perché rimarranno ricordo comune, condiviso tra tutti i presenti.
Quindi godiamocele queste serate, perché sono fatte per quello, per godersele così, senza posate, come fette di anguria in campeggio, ma poi, col tempo, pensiamoci anche un poco sopra: come nascono? come muoiono? come possono accadere più spesso e se possono essere il prodotto di uno scambio con la propria città, di un gioco di dare e avere, della convergenza, una certa sera in una certa piazza, di tanti personali baratti, in cui ognuno cede qualcosa (quello che può: tempo, risorse, spazi, competenze…) e tutti poi guadagnano tanto.

Domenica 10 è andata invece in scena Vi-Ve in vintage 2018, quinta edizione.
Secondo noi forse la più bella, per quanto tutte le edizioni siano figlie nostre e non si possa mai realmente fare le classifiche in famiglia. Tempo fantastico, un mercatino eccezionale, con molti espositori e con bancarelle a un livello sempre più alto. Tantissime persone a Serravalle, da Foro Boario a piazza Flaminio, da mattina a sera.
Potremmo forse misurare il successo della manifestazione con il numero di presenze, e quest’anno abbiamo effettivamente fatto il record, ma preferiamo considerare prima altre cose. Consideriamo infatti riuscito Vi-Ve quando si crea la particolare alchimia di spontaneità, naturalezza, curiosità e leggerezza che fin dall’inizio ha contraddistinto il festival. È anche questa, in fondo, una speciale festa di quartiere, solo più grande, e anche quest’anno ci pare non abbia tradito il suo spirito.
Un sentito ringraziamento a tutti voi, che siete venuti e, speriamo, vi siete divertiti.

Dietro l’apparente spontaneità della giornata c’è ovviamente molto lavoro. La fantastica giornata di domenica e la grande risposta in tutto il weekend ci hanno ampiamente ripagato di fatiche e impegno, anche se non possiamo nascondere la preoccupazione di non riuscire più a far fronte a quello che ora Vi-Ve in vintage è diventato.
La manifestazione ricade per intero sulle forze di Serravalle Viva, conta su tanto volontariato, riceve (inspiegabilmente) pochissime attenzioni, richiede mesi di lavoro. Ormai è necessario e inderogabile riuscire a coinvolgere più persone, avere fattivi contributi e dare una struttura più solida all’organizzazione. Non c’è altra possibilità, il futuro di Vi-Ve deve passare per questo cambiamento. Perciò, prima di darci appuntamento all’anno prossimo, alcune cose dovranno succedere.

La manifestazione di quest’anno ha beneficiato, come al solito e fortunatamente, del contributo e dello sforzo di tante persone. Ci fa piacere ora ringraziare, anche solo brevemente, chi ci ha sostenuto e dato una mano.
Prima di tutti però vogliamo citare, e forse è la prima volta che lo facciamo direttamente, uno di noi, perché dopo cinque anni è doveroso riconoscere la fatica e i meriti di chi questo festival se l’è inventato e l’ha coltivato buttandoci dentro anima e corpo. Vi-Ve in vintage non sarebbe mai stato possibile senza il lavoro e la dedizione di Marco Cuzzolin.
Grazie Marco, a nome di tutta Serravalle Viva. E di Vittorio Veneto.
Un’altra speciale menzione vogliamo riservarla a Carla Amadio, per tutto il tempo, la passione e la collezione che ci ha messo a disposizione con la deliziosa mostra I favolosi anni ’20 (che rimarrà visitabile anche nel prossimo weekend, intanto, poi vedremo). Incontrare persone come Carla e come Laura Casagrande è stata una grande fortuna e questi incontri fortunati sono esattamente quel tipo di cose determinanti che stiamo sperando succedano per poter andare avanti.

Per quest’edizione 2018 vogliamo poi ringraziare per il sostegno: Falmec, Leiballi & Cuzzuol, Banca della Marca e l’ASCOM attraverso Vittorio Veneto Città del Benestare. Ringraziamo chi ha ceduto o condiviso spazi: il Dante International College e l’architetto Giovanni Troyer; prestato il suo tempo e le sue competenze: Andrea Gottardi, Andrea Semeghini, Walter Amadio, Federica di Italianist e Martino Dorigo. Matteo Tempini ed Erisimo per il grandissimo supporto, come sempre. E ancora, in rigoroso ordine sparso: estetica e parrucchieri Bell’Essere, Vision Hair, Is you, Flower Fede, Daisy studio, Annalisi Chierici, Cadfor con le radio valvolari, l’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte, Danbailop, IAM, Roberto Zaffalon, Giacomo Rui, tutti gli espositori e tutti i proprietari di veicoli d’epoca presenti. Grazie ai numerosi volontari e a tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita del festival.